L’Ars approva il SuperPresidente al Governo siciliano di centrodestra

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Approvato dall’Assemblea Regionale con un emendamento
Approvato dall’Assemblea Regionale con un emendamento al ddl di IV-FI (Sammartino-Micciché). Una sentenza della Consulta del 1963

Approvato dall’Assemblea Regionale con un emendamento al ddl di IV-FI (Sammartino-Micciché). Una sentenza della Consulta del 1963.

Con l’astensione dei 5 ex-grillini e i voti di 4 deputati di Italia Viva, complessivamente all’esito della votazione in Aula: 32 voti favorevoli e 24 contrari, il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, a capo di una Giunta di centrodestra e ormai anche un po’ di ex-centrosinistra ed ex-cinquestelle, ha ottenuto il via libera dell’Assemblea Regionale Siciliana ad una norma che gli affida poteri speciali durante le emergenze e lo stato di crisi che lui stesso potrebbe dichiarare. I

l ddl “Disposizioni per l’accelerazione dei procedimenti amministrativi e per la realizzazione di interventi infrastrutturali urgenti” era stato presentato dal deputato di Italia Viva, Luca Sanmartino e dal Presidente dell’Assemblea Gianfranco, Miccichè di Forza Italia. Il Presidente della Regione ha così acquisito la facoltà di nominare commissari e soprattutto di derogare a tutte le leggi regionali vigenti.

Il ddl approvato prevede che il Presidente della Regione assuma il coordinamento istituzionale delle attività e provveda, attraverso la nomina di commissari delegati, individuati tra i dirigenti regionali in servizio – che operano in regime straordinario in sostituzione dell’amministrazione competente in via ordinaria per i singoli interventi – alla realizzazione o al completamento degli interventi necessari per affrontare, gestire e superare lo stato di crisi e di emergenza regionale”. Così, grazie al commissariamento, si potrà “ridurre fino a dimezzare i termini previsti da norme regionali –– per il rilascio di pareri, avvisi, autorizzazioni, concessioni, licenze, permessi e ogni altro provvedimento estensivo o comunque denominato.

In sostanza il Presidente della Regione Siciliana, ora più forzosamente ‘Governatore’, avrà pieni poteri – seppur solo amministrativi – in tutti gli ambiti in caso di crisi, con una semplice comunicazione al Consiglio regionale e per una durata massima di 24 mesi. Tutto grazie a un ddl approvato dal Governo siciliano dieci giorni fa e inserito come emendamento in una legge sulla semplificazione amministrativa già in discussione in aula e votata martedì 16 giugno 2020.

Una norma, quest’ultima, preventivamente firmata dal capogruppo di Forza Italia Tommaso Calderone, ma anche da quello dei renziani di Italia Viva, Nicola D’Agostino, che hanno votato a favore insieme a tutto il centrodestra. In questo senso sono stati fondamentali i 4 voti d’Italia viva, insieme all’astensione (sull’emendamento specifico) dei 5 deputati usciti di recente dal M5s ora riuniti nel gruppo Attiva Sicilia.

Da ora in avanti scatta anche il silenzio assenso per tutta una serie di richieste di autorizzazione presentate da imprese e cittadini, dal fotovoltaico agli impianti di rifiuti e altro ancora. Il tutto nel caso di mancata risposta dell’amministrazione.

Seppure, con un emendamento proposto dall’opposizione in commissione si depotenzia comunque questa facoltà. Il “silenzio assenso”, e quindi il via libera all’autorizzazione richiesta dal privato, scatta solo su apposita comunicazione della Regione. In pratica ci dovrà essere un dirigente regionale che si prende la responsabilità di dire che non si è valutata nei termini la pratica entro i tempi previsti dalla legge e che pertanto viene data l’autorizzazione. Nello stesso ddl prevista anche la possibilità di presentare per le varie domande semplici autocertificazioni sui requisiti richiesti dalle norme. Sarà poi la Regione a verificare la verità di queste dichiarazioni.

Le Dichiarazioni contro e pro.

Contro:

Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo del Pd hanno duramente contestato la norma che concede un potere enorme al governatore “È una legge liberticida – ha urlato in aula Cracolici – che assegna poteri mai visti. In nome di una emergenza autodichiarata si potrà derogare a tutte le leggi. Secondo me neanche il governo si rende conto di cosa si sta mettendo in mano”. Cracolici si è spinto a prevedere che “le deroghe finiranno nel mirino della magistratura perché si scontreranno con i principi cardine della democrazia”.

Durissimo il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Giorgio Pasqua: “Stiamo creando un mostro mettendo insieme cose che non c’entrano nulla l’una con l’altra. Non vogliamo essere responsabili di una “norma Frankenstein” che peggiora le condizioni di vita dei cittadini siciliani”.

“Siamo partiti per semplificare la vita dei cittadini e abbiamo finito per regalare poteri speciali al presidente della Regione – dicono i componenti della Commissione Affari Istituzionali all’Ars Gianina Ciancio e Salvatore Siragusa ei Cinque Stelle – Chi ha votato questa legge si assumerà la responsabilità di essersi spogliato delle proprie prerogative per dare libera mano ad un uomo solo al comando, che nella fase dell’emergenza ha dimostrato di non essere per nulla all’altezza”.

Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia teme speculazioni. “Il ruolo del parlamento regionale, con i poteri straordinari attribuiti al presidente della Regione Siciliana nello Musumeci, diventa solo decorativo. La Sicilia ha conosciuto molto bene, in un passato non lontano cosa significa dare mano libera alla speculazione e allo sviluppo selvaggio, e ne paghiamo ancora oggi le conseguenze. Articolo Uno invita tutte le forze democratiche a fare fronte unico per ristabilire il principio di legalità e impedire che l’emergenza sanitaria venga strumentalizzata a favore degli interessi di pochi che nulla hanno a che vedere con il bene dei siciliani”.

Pro:

“Una nuova pagina per la nostra Sicilia – ha commentato il deputato di Italia Viva Luca Sanmartino, dal quale aveva preso il nome il ddl poiché primo firmatario  – Per chiedere permessi ed autorizzazioni e per ottenere pagamenti basterà una semplice autocertificazione, l’amministrazione sarà più veloce e trasparente e sarà più facile completare le infrastrutture. Con meno burocrazia più fiducia nei cittadini e nelle imprese e più opportunità di sviluppo”.

«Praticamente, si tratta del “modello Genova” importato in Sicilia per lasciarci alle spalle le epoche delle incompiute – afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana – Oggi la Sicilia fa un passo in avanti, e lo fa insieme a tutti i siciliani che possono contare su regole certe e procedure veloci nelle procedure amministrative. Da regione lumaca vogliamo diventare regione locomotiva dello sviluppo».

“Le nuove misure di semplificazione e sburocratizzazione e l’ulteriore valorizzazione del silenzio-assenso, delle autocertificazioni e della conferenza dei servizi – afferma Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di “Diventerà Bellissima” e firmatario del disegno di legge – garantiranno l’accelerazione dei procedimenti amministrativi e saranno fondamentali per la ripresa economica in Sicilia dopo l’emergenza Coronavirus”

Soddisfatta anche l’assessore regionale alla Funzione Pubblica, Bernardette Grasso “Siamo pienamente soddisfatti per l’accoglimento dell’emendamento del Governo Musumeci alla legge sulla sburocratizzazione approvata dall’Ars. In situazioni di calamita’, il presidente della Regione potrà nominare dei commissari regionali per realizzare le opere strategiche e necessarie, applicando il modello delle norme nazionali previste dalla legge sulla Protezione civile. Siamo, assieme alla Puglia, la prima Regione d’Italia a farlo. Inoltre, sul tema. delle autorizzazioni, il Governo ha completato la legge sulle semplificazioni potenziando il sistema dei controlli a posteriori a carico della Pubblica amministrazione”.

La precisazione che gli ulteriori poteri concessi – con questa norma approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana – al Presidente della Regione Siciliana, sono solo “amministrativi”, dovrebbe essere sancita dal limite posto da una sentenza della Corte Costituzionale del 4 luglio 1963.

Infatti c’è un articolo nello Statuto siciliano, il 31 che, al Titolo IV – Polizia, prevede “Al mantenimento dell’ordine pubblico provvede il Presidente regionale a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l’impiego e l’utilizzazione, dal governo regionale. Il Presidente della regione può chiedere l’impiego delle forze armate dello Stato. Tuttavia il Governo dello Stato potrà assumere la direzione dei servizi di pubblica sicurezza, a richiesta del Governo regionale, congiuntamente al Presidente dell’Assemblea, e, in casi eccezionali, di propria iniziativa, quando siano compromessi l’interesse generale dello Stato e la sua sicurezza. Il Presidente ha anche il diritto di proporre, con richiesta motivata al Governo Centrale, la rimozione o il trasferimento fuori dell’Isola dei funzionari di polizia. Il governo regionale può organizzare corpi speciali di polizia amministrativa per la tutela di particolari servizi ed interessi”.

Il 4 luglio 1963, la Corte Costituzionale, dichiarò la “illegittimita’ costituzionale dell’art. 2, lett.  c, e dell’art.7, per la parte concernente l’Ispettorato regionale di polizia, della legge approvata dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta del 20 novembre 1962, recante norme sull'”Ordinamento del Governo e dell’Amministrazione centrale della Regione”, in riferimento agli artt. 14, 17 e 31 dello Statuto per la Regione siciliana. Cosi’ deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 luglio 1963”.

Super President” è stato un cartone animato americano trasmesso di sabato mattina su NBC dal 16 settembre 1967 al 28 dicembre 1968. La serie è stata prodotta dalla compagnia di animazione DePatie. Nello spettacolo, il Presidente degli Stati Uniti aveva superpoteri disumani, tra cui una maggiore forza e la capacità di cambiare la sua composizione molecolare, e li usa per proteggere il mondo libero. Lo spettacolo fu incessantemente criticato per il suo cattivo gusto e la bassa qualità, ed è stato cancellato dopo trenta episodi, a metà della sua seconda stagione.

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