Il ministro olandese apre ai recovery fund dopo l’incontro con Di Maio

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Il ministro olandese apre ai recovery fund dopo l’incontro con Di Maio

Il Ministro olandese degli esteri, dopo l’incontro con il nostro Ministro Di Maio, ha dichiarato di volere un accordo. Sul banco € 750 miliardi.

“Abbiamo parlato del piano di recupero e l’Olanda è a favore di una collaborazione strutturale per un buon piano di recupero, che deve avere un’economia durevole e duratura. Nelle settimane prossime vogliamo incontrarci anche con altri Paesi per cercare di trovare un accordo e confrontarci su questo piano” ha dichiarato il ministro olandese degli Esteri, Stef Blok, dopo un colloquio con il nostro ministro alla Farnesina (esteri) Luigi Di Maio oggi alla Farnesina.

“Abbiamo di fronte a noi il compito di fare sì che la disoccupazione non aumenti e si faccia qualcosa per i tanti giovani che in Europa hanno bisogno di un futuro – ha evidenziato il ministro degli esteri olandese – C’è ancora molto da fare a livello sanitario ma anche a livello economico. L’Italia è stata colpita duramente dalla crisi, ma anche l’Olanda”.

Di Maio ha affermato che “l’Italia sostiene con convinzione il piano presentato dalla Commissione europea che noi riteniamo ben bilanciato perché si pone obiettivi comuni e già individuati e ora abbiamo la possibilità di agire per la loro realizzazione”. Il ministro degli Esteri ha ricordato che “l’Italia ha già avviato un lavoro approfondito su una serie di riforme che ci consentiranno di utilizzare i fondi europei”.

Due giorni addietro si è svolto un vertice a Bruxelles nel quale si è fatto sentire forte il pressing delle istituzioni europee, di Angela Merkel, Emmanuel Macron e Giuseppe Conte affinché si riesca ad arrivare a un accordo entro la fine di luglio.

Contestualmente la Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa è arrivata a dire “La prima discussione è stata molto positiva” i leader hanno affermato di volere “un accordo prima di agosto”. Il chairman (presidente ) del Consiglio europeo, Charles Michel, ha convocato un nuovo summit, questa volta con la presenza fisica dei capi di Stato e di governo a Bruxelles, per la metà del prossimo mese di luglio. Nel chiuso dei lavori i cosiddetti “frugali” del Nord sono stati più morbidi rispetto alle scorse settimane.

Nel dibattito la Cancelliera Angela Merkel ha affermato che l’Unione europea sta affrontando la recessione più grave dalla Seconda guerra mondiale e ha tutto l’interesse a varare i Recovery fund entro la fine dell’estate, prima di eventi come le elezioni americane.

Lo stesso ha fatto il Presidente Emmanuel Macron, che chiede un accordo entro luglio per mandare il segnale giusto a cittadini e mercati finanziari.

Il nostro Primo Ministro Giuseppe Conte ha sottolineato che i leader devono essere all’altezza della sfida, chiedendo un accordo entro la pausa estiva e affermando che “sarebbe un grave errore scendere al disotto delle risorse finanziarie già indicate” cioè i 750 miliardi proposti dalla Commissione europea.

Durante i lavori un segnale positivo è arrivato dal premier olandese, Mark Rutte, che ha lodato l’intenzione italiana di usare i fondi Ue per ammodernare il Paese.

I Recovery fund prevedono che la Commissione Ue, tramite degli Eurobond raccolga 750 miliardi sul mercato e li distribuisca ai paesi più colpiti dalla crisi sotto forma di aiuti da non rimborsare (500 miliardi) e di prestiti a basso costo (250 miliardi).

L’Italia, con un totale di 172 miliardi, sarebbe il primo beneficiario. I soldi arriverebbero in minima parte nel 2020 (11,5 miliardi per tutti i ventisette) e poi a partire dal 2021. Le strade per chiudere l’accordo prevedono uno “scambio” tra Recovery in favore del Club Med e il mantenimento degli sconti ai contributi nazionali al Bilancio Ue 2021-2027, anch’esso parte del negoziato, del quale beneficiano i nordici.

Si pensa anche di tagliare parte della dotazione finanziaria del Fondo, magari diminuendo la parte prestiti, giudicata da Germania e Francia meno importante per Italia e Spagna e comunque sostituibile con i prestiti del pacchetto da 540 miliardi privo di condizionalità e troika composto da Mes (sanità), Sure (ammortizzatori sociali) e Bei (imprese).

All’incontro il Presidente della Francia Macron ha difeso i 500 miliardi di sovvenzioni, non i 250 di prestiti. Un ultimo punto potrebbe essere quello delle chiavi di ripartizione: una loro modifica potrebbe far perdere qualche miliardo ai mediterranei per dare soddisfazione ai Visegrad I paese a nord del Danubio) e ai Baltici (le nazioni sulla costa orientale del mar Baltico). I negoziati tuttavia appaiono ancora lunghi e serviranno uno o due summit aggiuntivi a luglio, sperando che come chiedono Bruxelles, Berlino, Parigi e Italia si chiudano entro l’estate.

A quel punto potrebbe iniziare una “Nuova Fase economica” per l’Europa e specialmente in Italia.

L’opinione.

Il Governo e Parlamento italiano farà bene a potenziare gli strumenti a propria disposizione, nonché quelli per la Magistratura e le Forze dell’Ordine, al fine di controllare in tempo reale: come, dove e quando, saranno spesi tutti questi soldi, se non ci si vuole continuare a ritrovare in Italia, analogamente al passato e recente presente, affogati da corruzione generalizzata, clientelismo, favoritismo, tangenti, arricchimenti, sperperi e commistioni tra mafie, politica e istituzioni. Non ci sarà probabilmente un’altra occasione come questa dei ‘Recovery Fund’ per salvare la Nazione da una disgregante crisi socio-economica.

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